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Chiese da vedere a San Felice (BS)

Tutte le chiese e parrocchie di San Felice del Benaco e dintorni

Santuario Madonna del Carmine Via Carmine,11 -  foto

Parrocchia di San Felice Via Guglielmo Marconi 8 - foto

Chiesetta di San Fermo

Chiesa di Cisano
 
Parrocchia di Portese Via Parroco Bertazzi 17
 

Chiesa Parrocchiale di San Felice del Benaco

 
Chiesa Parrocchiale di San Felice del Benaco
Il disegno per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale, a croce greca con ampi volumi sviluppati sotto la volta centrale in stile barocco, fu presentato il 31 luglio 1740 dal Nobile Innocenzo Moniga e dal prevosto Matteo Alberini.

Dopo l'abbattimento della antica chiesa cinquecentesca, di cui si narra che risalisse a Teodolinda, moglie del re longobardo Agilulfo, la quale giunse in questa località del Garda insieme al vescovo di Brescia Felice, da cui appunto derivò il nome al paese e all’edificio religioso, la nuova chiesa Parrocchiale di San Felice del Benaco venne costruita dal famoso architetto bresciano Antonio Corbellini e terminata nel 1781 .

Dedicata ai santi protettori del paese i Santi Felice, Adauto e Flavia, le cui reliquie sono custodite all’interno dell’altare maggiore, la Chiesa ospita una pregevole Pala d'Altare dipinta dal Romanino rappresentante i Santi Felice, Adauto, Antonio Abate, Giovanni Evangelista e Gennaro ai piedi della Vergine in gloria (1536-1537).

Le pareti interne e la volta dell'edificio sono riccamente affrescate con "Storie dei Santi Felice e Adaucto" di Carlo Innocenzo Carloni e del suo collaboratore Giosuè Scotti, ultimati nel 1760 che ripercorrono gli episodi salienti della vita dei santi Felice e Adauto (il martirio, la sepoltura, il tentato rapimento, la glorificazione e un miracolo).
Chiesa Parrocchiale di San Felice del Benaco
Nella navata di destra si trova il Martirio di S. Bartolomeo di Johann Carl Loth, mentre di fronte sulla parete a sinistra, un dipinto seicentesco con la Madonna e san Rocco orna l’altare omonimo.

Le cappelle laterali tutti ornate da altari in marmi colorati si ammira quello dedicato alla Madonna del Rosario, con la statua della Vergine e quindici tele dei Misteri del Rosario, racchiuse in una preziosa cornice.

Al terzo altare di destra si trova la pala di Pietro Ricchi detto il Lucchese, raffigurante l’Incoronazione della Vergine e i Santi Nicola da Bari, Antonio da Padova, Apollonia e Bernardo di Chiaravalle.

In sacrestia sono conservati una bella Natività proveniente dal Santuario della Madonna del Carmine attribuita a Zenon Veronese ed una Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Caterina da Siena che porta la firma di Giovanni Andrea Bertanza.

Molto bello l'altare maggiore, realizzato, in pregiati marmi policromi dallo scultore Giovanni Emanueli nel 1858.







Descrizione e informazioni sul Santuario

Il Santuario della Madonna del Carmine, risalente al secolo XV, si presenta nella rustica forma semplice caratteristica dell’ultimo stadio dell’architettura gotico lombarda, fortemente legata alla tradizione romanica.

Eretta sull’area di una piccola cappella preesistente dedicata a S. Maria delle Grazie detta anche Santa Maria delle Cisterne per la zona acquitrinosa in cui era stata edificata, per volontà della gente del posto e l'appoggio di Ludovico II Gonzaga e di suo figlio il cardinale Francesco, venne consacrata solennemente il 17 gennaio 1482 dal vescovo Giorgio Vink.

La tradizione, forse mescolata alla leggenda, racconta che siano stati i pescatori del luogo a esprimere, con la costruzione della chiesa, la loro riconoscenza alla Vergine per averli tante volte salvati dalle improvvise tempeste che si scatenano sul lago e per implorare, anche per il futuro, aiuto e protezione.

I pescatori del luogo, dopo la costruzione del Santuario incaricarono della gestione i frati Carmelitani della Congregazione Mantovana.

Il Santuario si trova a circa 500 metri fuori nucleo abitato, su un poggio isolato da antiche mura, un importante luogo di preghiera per molti fedeli e meta costante di numerosi pellegrini provenienti dall'Italia e dall'estero.

La facciata è caratterizzata dalla porta principale a sesto acuto sotto un rosone centrale e due monofore laterali.

L’interno è a unica navata, divisa in cinque zone parallele da quattro archi trionfali a sesto acuto, con un soffitto a capanna con travature scoperte e un'Abside quadrangolare che appare come fosse una cappella con la statua della Madonna del Carmine incastonata nel muro.

Le pareti sono decorate da una bella serie di affreschi da sconosciuti pittori del XV-XVI secolo, con evidente ed ingenua influenza del Mantegna, del Foppa e del Perugino, nelle figure e nei colori che appaiono vivaci dopo il restauro del 1963.

Purtroppo, alla fine del XVIII, a seguito di un decreto della Serenissima, Repubblica di Venezia, alla quale era soggetta la zona, il luogo fu abbandonato dai frati, vennero asportati gli altari, l’antico bassorilievo, l’organo e il coro.

Il convento, in disuso, fu quasi demolito e solo nel 1952, i Carmelitani di Vittorio Veneto tornarono al santuario che riprese così a vivere dopo quasi due secoli di abbandono.

Il quarto sabato di luglio, la statua della Madonna del Carmelo viene portata in processione, dal Santuario della Madonna del Carmine, alla Chiesa Parrocchiale; il giorno dopo, la domenica, la processione riprende con il rientro della Madonna al Santuario, passando per le vie del paese addobbato di fiori e ghirlande a festa.

Questo percorso è proposto nella Pagina delle Passeggiate.





Tag: Guida alle chiese a San Felice sul lago di Garda, Kirchen Gardasee, Churches Garda lake




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